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I nostri standard

Come funzionano le storie su Proofpoints

Proofpoints è il luogo in cui vivono le storie cliente. Non siamo un sito di recensioni né un ente di certificazione indipendente. Siamo una piattaforma editoriale con regole precise, e crediamo che le regole contino più delle affermazioni.

Ecco i requisiti che ogni storia pubblicata su Proofpoints deve soddisfare.

01

Ogni storia ha per protagonista una persona reale, con nome e cognome

Le storie su Proofpoints hanno per protagonista una persona con nome e cognome, che lavora in un’organizzazione identificata. Niente citazioni anonime, niente clienti compositi, niente “un’azienda leader del settore finanziario”. Se una storia è qui, può vedere chi c’è dietro.

02

Ogni storia è approvata dalla persona che ne è protagonista

Prima della pubblicazione, il cliente protagonista della storia ne rivede il testo completo e fornisce un’approvazione esplicita tramite la nostra piattaforma. Registriamo il momento in cui l’approvazione viene data. Il contrassegno “Approvata dal cliente” su una storia significa esattamente questo: questa persona ha letto questa storia e l’ha approvata. L’approvazione riguarda la storia nella sua lingua originale; le traduzioni vengono prodotte a partire dal testo approvato, sono contrassegnate come traduzioni e restano fedeli all’originale: le citazioni rimangono parole del cliente, non nostre migliorie.

03

I fornitori sono sempre dichiarati

Le storie su Proofpoints sono create dalle aziende che descrivono o per loro conto. Queste aziende sono clienti di Proofpoints. Lo diciamo chiaramente, perché fingere il contrario sarebbe l’esatto opposto di ciò che questa piattaforma rappresenta. Quello che aggiungiamo non è l’indipendenza, ma la responsabilità: un cliente con nome e cognome, un’approvazione registrata, una sede permanente.

04

Le approvazioni hanno una data e le storie hanno una cronologia

Ogni storia indica quando è stata pubblicata e quando è stata approvata l’ultima volta. Se una storia viene modificata in modo sostanziale, torna al cliente per una nuova approvazione. Le affermazioni superate non possono nascondersi dietro vecchie approvazioni.

05

Giudichiamo la storia, non il modo in cui è stata scritta

Non sottoponiamo le storie cliente ai “rilevatori di AI”, e diffideremmo di chiunque lo faccia. Sono strumenti inaffidabili, facili da ingannare e pronti a segnalare testi perfettamente validi, compreso l’inglese chiaro e semplice di chi non è madrelingua; persino le aziende che li hanno sviluppati li hanno abbandonati in silenzio. Inoltre rispondono alla domanda sbagliata. Ciò che conta non è come è stata digitata una frase, ma se la storia è vera e se il cliente la sottoscrive. Ogni storia di Proofpoints porta con sé una traccia verificabile: un’intervista registrata, una trascrizione, le modifiche umane apportate lungo il percorso e un’approvazione firmata dal cliente stesso. Non è un punteggio a cui Le si chiede di credere. È una prova che può verificare. Contrassegnare è diverso dal rilevare. Un rilevatore tenta di indovinare, a posteriori, come è stato realizzato qualcosa. Un contrassegno è una dichiarazione di chi lo ha realizzato, nel momento stesso in cui lo ha realizzato. Noi non tiriamo a indovinare: lo dichiariamo.

06

Ciò che è creato dall’AI è contrassegnato come tale

L’AI ci aiuta a redigere le storie, e la persona citata approva ogni parola prima della pubblicazione. Quando è l’AI a creare qualcosa per intero, lo dichiariamo nel punto esatto in cui lo incontra. Un’immagine generata dall’AI riporta l’etichetta visibile “Immagine generata dall’AI” sulla pagina della storia, su ogni card social e su ogni slide, e in ogni esportazione. Una narrazione viene dichiarata come audio generato dall’AI nel feed del podcast e in ogni episodio. Ogni pagina della storia include inoltre un record leggibile dalle macchine su come è stata realizzata la storia e su chi l’ha approvata, così che motori di ricerca e assistenti AI possano leggere la stessa traccia che legge Lei.

07

Cosa non facciamo

Non verifichiamo le dichiarazioni sulle prestazioni, le metriche o i risultati descritti nelle storie. Non stiliamo classifiche, non assegniamo punteggi e non valutiamo i fornitori. Non accettiamo pagamenti per modificare i nostri standard. Se una storia è su Proofpoints, significa che rispetta le regole sopra indicate: niente di più, niente di meno.


Create per essere trovate

Ogni storia su Proofpoints è ottimizzata per i motori di risposta e i motori generativi, così che motori di ricerca e assistenti AI possano leggerla, citarla e proporla con precisione. Ognuna dispone di un URL canonico, di un markup strutturato schema.org (il cliente con nome e cognome, la sua approvazione, le citazioni, i risultati) e di una FAQ leggibile dalle macchine. Per i più tecnici, la chiamiamo AEO e GEO. Una storia cliente che nessuno riesce a trovare non sta facendo il suo lavoro; noi ci assicuriamo che la Sua possa essere trovata e citata, in modo documentato, con il nome del cliente associato.

Domande o segnalazioni

Se ritiene che una storia pubblicata su Proofpoints la rappresenti in modo inesatto o violi questi standard, ci scriva a standards@proofpoints.com. Esaminiamo ogni segnalazione.